Lo Spazio espositivo per l’archeologia

La vita dei laghi inframorenici di Ivrea dal Neolitico all’età dei Metalli

Lo Spazio Espositivo per l’Archeologia del Lago Pistono, inaugurato il 9 novembre 2012, documenta la preistoria dei laghi inframorenici di Ivrea dal Neolitico all’età dei metalli, con riferimento particolare al sito individuato sulle rive del lago nel giugno 2003.

L’esposizione si articola per nuclei tematici corrispondenti a vetrine e pannelli esplicativi attraverso i quali è possibile apprendere le modalità di sussistenza delle comunità umane ivi stanziate, dallo studio dell’ambiente e della sua evoluzione nel tempo alla puntuale descrizione delle strutture rinvenute.

L’insediamento preistorico è caratterizzato dalla presenza di un orizzonte culturale interessato dall’impianto di almeno due strutture, di cui una abitativa, riferibili al Neolitico Medio (4900-4500 a.C.). Elementi ceramici permettono di inquadrarlo nella Cultura dei Vasi a Bocca Quadrata tipo Isolino, che caratterizza i siti perilacustri con strutture su impalcato aereo in Piemonte e Lombardia occidentale.

Le vetrine successive sono dedicate all’esposizione delle industrie litiche scheggiate e levigate: pietra verde, selce, quarzo sono le materie prime utilizzate dalle comunità neolitiche che — adattandosi alle risorse locali — svilupparono efficienti sistemi di approvvigionamento. La lavorazione della pietra verde è presentata attraverso tutti gli stadi della catena operativa: dal blocco in pietra verde, all’abbozzo in fase di lavorazione, al manufatto finito (asce e scalpelli). La presentazione dei pesi da rete illustra poi una delle maggiori fonti di approvvigionamento alimentare del villaggio perilacustre del Lago Pistono.

Il percorso prosegue con indicazioni relative all’economia del sito nel Neolitico con la presentazione dei resti faunistici raccolti nel corso degli scavi in buone condizioni di conservazione al fine di conoscere le faune selvatiche e domestiche. Si distingue la presenza eccezionale nel repertorio ceramico di un bicchiere a bocca quadrata, unico manufatto integro riferibile ad un’epoca così antica proveniente da abitato nel Piemonte nord-occidentale.

Lo spazio espositivo vede inoltre l’allestimento di una sala a destinazione didattica finalizzata a ripercorrere le fasi che hanno portato gli archeologi dallo scavo alle ricostruzioni sperimentali. La finalità principale risiede nell’intento di dare esperienza pratica all’utenza scolastica in molte tecnologie antiche, avvicinando il pubblico dei più giovani alla comprensione delle tecniche e dei processi interpretativi propri della ricerca archeologica.