Il villaggio

Unire l’esperienza archeologica con quella ecologico-naturale

Gli spazi evocati nell’esposizione della sala archeologica dello Spazio espositivo, le tracce che l’uomo ha lasciato nel territorio identificabili nella presenza del castello e dei resti dell’acquedotto romano, nonché l’esistenza stessa dell’insediamento neolitico, possono essere “osservate” direttamente dal visitatore percorrendo il sentiero dedicato, corredato di pannelli esplicativi, che unisce la parte strettamente archeologica del settore delle ricostruzioni open air all’ambiente circostante, in un intreccio di riflessione antropologica e naturalistica. Il rapporto uomo-ambiente all’interno del parco acquista profondità storica, dilatando il tempo e ripercorrendo azioni lontane ma ancora attuali.

In prossimità del sito neolitico, oggi sommerso dalle acque del lago, sono state ricostruite una capanna e alcune strutture accessorie, quali un magazzino, una stalla con annesso recinto e la palificata perimetrale. La ricostruzione delle strutture open air trae fondamento e sostanza dal riferimento e confronto tipologico con il dato fornito dallo scavo, attingendo inoltre a fonti archeologiche coeve il più ampie possibili.

Le finalità essenzialmente didattiche del progetto – coerenti alla linea che ha distinto sia la nascita sia l’attività del Parco archeologico – hanno determinato l’opportunità di adottare alcune soluzioni di integrazione dei dati e di mediazione tra le diverse realtà archeologiche italiane e transalpine. In analogia con altri parchi archeologici all’aperto, anche qui è possibile unire l’esperienza archeologica con quella ecologico-naturale e permettere al visitatore di vivere un’esperienza in cui la parte educativa e culturale si unisce a quella di divertimento e di svago.

Tutte le strutture sono accessibili ai disabili.